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14 minuti di letturaAggiornata il 10 ottobre 202625 fonti ufficiali Google

Guida pratica da fare da solo

La scheda della tua attività su Google Maps, passo per passo

Creare e verificare la scheda Google Maps della tua attività, aggiornare le informazioni e controllare cosa può impedirle di comparire.

Il sito d'esempio di Pizzeria Pala e Legna

In due minuti

Gli orari delle feste, passo per passo.

Se non segni le feste, Google mostra l'orario di sempre: uno legge «aperto», arriva e trova chiuso. Gli orari speciali si mettono da «Modifica profilo», poi «Orario», una riga per ogni giorno.

Orari delle feste · due minuti

  1. Modifica profiloDal pannello della tua attività, il primo tasto.
  2. Orario, poi Orari specialiApri «Orario» e premi «Modifica» accanto a «Orari speciali».
  3. Una riga per ogni festaLa data, poi «Chiuso» o le ore di apertura. Fino a 6 giorni di fila.
  4. SalvaDi solito le modifiche si vedono in una decina di minuti.

Quando uno cerca «pizzeria Nocera Inferiore» o «gommista vicino a me», Google gli mostra un riquadro con tre attività: nome, stelle, orario, il tasto per chiamare e quello per le indicazioni. Quel riquadro non lo compri. È la scheda della tua attività, e la gestisci tu. Si chiama Profilo dell'attività su Google. È gratis.

Il problema

Molte schede esistono già anche se nessuno le ha mai create: Google le mette insieme da solo, con le informazioni che trova in giro. Il problema è che nessuno le controlla. Così restano orari vecchi, un numero di telefono che non risponde più, foto fatte da un cliente tre anni fa. E le domande e le recensioni arrivano lì, senza che tu le legga.

Cosa ti serve

Se ti chiedi «come far apparire la mia attività su Google Maps», qui trovi i passi per cercare o creare il profilo, verificarlo e tenerlo in ordine. L'ultimo capitolo spiega cosa controllare quando non compare. Ti servono uno smartphone e un account Google tuo (quello di Gmail va bene); la scheda si gestisce dalla Ricerca Google e dall'app Google Maps.

Prima di iniziare: tre cose sul tavolo

Mettiti seduto con calma. Non farlo mentre servi ai tavoli o hai la macchina sul ponte. Ti serve mezz'ora buona per la prima volta.

Una nota sull'account: usa un indirizzo Gmail che resta tuo per sempre. Non quello del nipote che ti ha fatto il sito nel 2019, non quello del ragazzo che lavorava in negozio l'anno scorso. Se domani quella persona sparisce, sparisce anche il controllo della tua scheda, e riprendertelo è una trafila lunga.

  • Un account Google intestato a te o all'attività (se non ce l'hai, creane uno nuovo dal telefono).
  • Il numero di telefono dell'attività, quello che risponde davvero, e l'indirizzo esatto con il civico.
  • Dieci-quindici foto fatte col telefono: fuori, dentro, il prodotto o il lavoro finito, tu o la squadra.
  • Gli orari reali, compresi il giorno di chiusura e la pausa pranzo se la fai.

Attenzione: Segnati su un foglio quale account Google hai usato e la password. È l'errore numero uno: dopo due anni nessuno si ricorda più con quale indirizzo era stata fatta la scheda.

Passo successivo02 · Controlla se la scheda esiste già, prima di crearne una

Controlla se la scheda esiste già, prima di crearne una

Non partire creandone una nuova. Nove volte su dieci Google ha già messo insieme qualcosa sulla tua attività. Se ne crei una seconda, ti ritrovi due schede doppie per lo stesso posto e ti tocca chiedere a Google di unirle.

Apri Google Maps sul telefono e cerca il nome della tua attività più il paese: «Forno Esposito Sarno», «Autofficina Rossi Pagani». Guarda bene i risultati.

  • Se la scheda c'è e in fondo alla schermata trovi la scritta «Rivendica questa attività», tocca lì e poi «Gestisci ora»: è la tua, la stai solo prendendo in mano.
  • Se non c'è proprio niente, vai su business.google.com/add e scegli «Aggiungi la tua attività su Google», poi compila i campi che ti mostra.
  • Se la scheda risulta già gestita da qualcun altro (magari l'agenzia di prima, o un socio), Google ti fa mandare una richiesta di proprietà all'attuale proprietario. Compilala con il tuo account e aspetta: se non risponde entro il tempo previsto, puoi procedere tu.

Attenzione: Non creare mai una seconda scheda perché «non mi ricordo la password». Le schede doppie confondono Google e possono farti sospendere entrambe. Meglio perdere due settimane per recuperare l'accesso.

Passo successivo03 · La verifica: finché non la fai, la scheda non conta

La verifica: finché non la fai, la scheda non conta

Google deve avere la prova che l'attività esiste davvero dove dici tu. Finché non lo verifichi, non puoi modificare le informazioni e la scheda non compare come dovrebbe.

Il metodo di verifica non lo scegli tu. Google lo decide in automatico in base al tipo di attività, alla zona e a quello che trova pubblicamente su di te. Le strade possibili sono: telefono o SMS con un codice, email, una videochiamata o un video che registri tu, la cartolina per posta con il codice stampato, oppure Search Console se gestisci già il sito.

Se ti tocca il video, è la cosa più veloce ma la più fraintesa. Non devi fare un video bello. Devi fare un video che dimostri tre cose, in una ripresa unica, senza tagli: che sei in quel posto, che è la tua attività, che ci lavori tu.

  • Riprendi l'esterno con l'insegna e il numero civico, poi il nome della via.
  • Entra senza staccare la ripresa e fai vedere l'interno: bancone, poltrone, ponte sollevatore, laboratorio.
  • Fai vedere qualcosa che solo chi ci lavora ha: le chiavi mentre apri, il registratore di cassa, il magazzino, gli attrezzi.
  • Se hai una partita IVA affissa, un cartello con la ragione sociale o documenti con il nome dell'attività, inquadrali.

Attenzione: La cartolina è la strada più lenta: il codice arriva nella maggior parte dei casi entro 14 giorni e scade dopo 30 giorni. Se non arriva, non aspettare il mese: riprova. Dopo che hai mandato la verifica, Google può metterci fino a 5 giorni lavorativi per controllare.

Passo successivo04 · Il nome: scrivi quello dell'insegna, e basta

Il nome: scrivi quello dell'insegna, e basta

Qui si fanno più danni che in tutto il resto della scheda. Il nome deve essere il nome reale dell'attività: quello che sta sull'insegna, sulle buste, sullo scontrino. Punto.

Google vieta esplicitamente di infilare nel nome slogan pubblicitari, numeri di telefono, indirizzi di siti, codici di negozio, orari o parole chiave. «Pizzeria da Gennaro | Forno a Legna Nocera Inferiore Consegna a Domicilio» non è un nome, è uno scaffale di parole chiave. Prima o poi Google te lo taglia o ti sospende la scheda.

Le stesse informazioni le metti dove vanno messe: il forno a legna negli attributi, la consegna a domicilio nei servizi, il paese nell'indirizzo. Lì funzionano. Nel nome ti fanno male.

  • Sì: «Pizzeria da Gennaro».
  • No: «Pizzeria da Gennaro, la migliore pizza dell'Agro».
  • No: «Da Gennaro Pizzeria Nocera Inferiore Sarno Pagani».
  • Niente maiuscole tutte attaccate e niente simboli strani se non stanno davvero sull'insegna.

Attenzione: Se hai già il nome gonfio di parole chiave, sistemalo adesso. Un concorrente può segnalarlo con due clic, e chi ci rimette sei tu.

Passo successivo05 · Categorie: una principale, poche altre

Categorie: una principale, poche altre

La categoria dice a Google che cosa sei. È il filtro con cui ti fa uscire quando uno cerca «parrucchiere» o «pizza d'asporto». Scegli male qui e non esci nelle ricerche giuste, per quanto sia bella la scheda.

La regola di Google è scegliere il minor numero possibile di categorie necessarie a descrivere l'attività principale. E c'è una prova semplice per capire se una categoria va bene: deve completare la frase «questa attività È», non «questa attività HA». Un ristorante con il parcheggio HA un parcheggio: non è un parcheggio. Quella va negli attributi, non nelle categorie.

Trovi il campo in «Modifica profilo», alla voce della categoria. La prima che metti è la principale ed è quella che pesa di più: sceglila con cura.

  • Pizzeria da asporto: principale «Pizzeria», secondaria «Ristorante» se hai davvero i tavoli.
  • Parrucchiere: principale «Parrucchiere», secondaria «Barbiere» solo se fai davvero barba e taglio uomo.
  • Officina: principale «Officina meccanica», secondarie «Gommista» e «Autolavaggio» solo se quei servizi li fai davvero.
  • B&B: principale «Bed and breakfast», e non «Hotel» se hotel non sei.

Attenzione: Non aggiungere categorie «per sicurezza». Categorie non pertinenti fanno uscire la tua scheda davanti a gente che cerca altro, che se ne va subito, e non ti porta nulla.

Passo successivo06 · Servizi e zona in cui lavori

Servizi e zona in cui lavori

Se fai servizi (idraulico, elettricista, estetista a domicilio, fotografo), puoi elencarli uno per uno. Vai su «Modifica profilo» e cerca «Modifica servizi»: Google te ne propone alcuni già pronti per la tua categoria, e con «Aggiungi servizio personalizzato» ci metti i tuoi. A ogni servizio puoi aggiungere una descrizione.

Se ricevi i clienti nella tua sede, puoi mostrare l'indirizzo reale. Se vai anche da loro o consegni, la tua è un'attività ibrida: puoi indicare sia l'indirizzo sia l'area servita, con insegna permanente e personale presente negli orari dichiarati. Se invece raggiungi i clienti ma non li ricevi alla sede, per esempio lavori da casa, nascondi l'indirizzo e mostra le zone che copri.

Il campo si chiama «Area coperta dal servizio». Ci metti i comuni o i CAP: Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Sarno, Angri, San Marzano sul Sarno, e così via.

  • Puoi impostare fino a 20 aree, per città, codice postale o zona.
  • Non puoi impostarla come raggio in chilometri: vanno indicati luoghi precisi.
  • Google raccomanda che l'area complessiva resti entro circa due ore di auto dalla sede; alcune attività possono richiedere una zona più ampia.
  • Nel nome di un servizio personalizzato non mettere prezzi, numeri di telefono o dati personali. Prezzo e descrizione li aggiungi nei dettagli del servizio.

Attenzione: Se lavori da casa, vai dai clienti e non li ricevi all'indirizzo dell'attività, nascondi l'indirizzo e indica l'area servita. Il profilo deve riferirsi alla sede reale da cui lavori.

Passo successivo07 · Orari: quelli veri, e anche quelli delle feste

Orari: quelli veri, e anche quelli delle feste

L'orario sbagliato è il modo più veloce per far arrabbiare un cliente. Uno legge «aperto», si fa dieci minuti di macchina, trova chiuso. Quella persona non torna, e spesso lascia una stella.

Gli orari normali li imposti in «Modifica profilo» > «Orario». Metti gli orari in cui sei davvero aperto al pubblico, pausa compresa se la fai. Se apri il lunedì solo il pomeriggio, scrivilo.

Poi ci sono gli «Orari speciali», ed è la parte che quasi nessuno usa. Stanno nella stessa schermata dell'orario di apertura, con un tasto «Modifica» accanto alla voce. Servono per i giorni in cui cambi: Natale, Pasqua, Ferragosto, il santo patrono, il giorno che chiudi per l'inventario.

Google consiglia di confermare gli orari delle festività anche quando sono identici a quelli normali, così al cliente compare l'informazione confermata invece di un punto interrogativo.

  • Gli orari speciali coprono al massimo 6 giorni di fila.
  • Se chiudi per più giorni (ferie lunghe, ristrutturazione) non usare gli orari speciali: contrassegna l'attività come «Chiusa temporaneamente».
  • A inizio dicembre, siediti dieci minuti e inserisci tutte le feste fino a gennaio in una volta sola.
  • Se chiudi per sempre, va segnalato come chiusura definitiva: una scheda «aperta» di un posto chiuso resta lì per anni.

Attenzione: «Chiusa temporaneamente» non cancella la scheda e non azzera le recensioni. Quando riapri, la riattivi con un tocco.

Passo successivo08 · Le foto: fatte col telefono, ma fatte bene

Le foto: fatte col telefono, ma fatte bene

Non ti serve un fotografo. Ti serve luce e un telefono pulito. Passa il dito sull'obiettivo prima di scattare: metà delle foto storte sono solo obiettivo sporco.

Google chiede che la foto sia a fuoco, ben illuminata, non modificata in modo significativo e senza uso eccessivo di filtri. Deve far vedere com'è davvero il posto. Le foto prese da internet, quelle con il logo appiccicato sopra e le scritte pubblicitarie sopra l'immagine non c'entrano niente e spesso vengono rimosse.

Fotografa di giorno, con le luci accese, senza gente in posa. Se sei un parrucchiere, il risultato sulla cliente vale più del locale vuoto. Se sei un'officina, la macchina pulita che esce vale più del bancone. Se sei una pizzeria, la pizza appena sfornata dall'alto, con la luce che viene da una finestra di lato.

  • Esterno con l'insegna, di giorno: serve a farsi riconoscere da chi arriva in macchina.
  • Interno: tre o quattro scatti da angoli diversi, luci accese.
  • Il lavoro o il prodotto: cinque o sei foto, il più possibile ravvicinate.
  • Le persone: tu, la squadra. Le facce contano più di quanto pensi.
  • Formato JPG o PNG, tra 10 kB e 5 MB. Google consiglia 720 × 720 pixel, il minimo è 250 × 250. Qualsiasi telefono degli ultimi dieci anni è abbondantemente sopra.
  • Video: massimo 30 secondi, fino a 75 MB, almeno 720p.

Attenzione: Anche i clienti possono caricare foto sulla tua scheda, e tu non le puoi cancellare. L'unico modo per non farti rappresentare dalla foto storta di un passante è caricarne tante di buone tu.

Passo successivo09 · La descrizione: 750 caratteri, scritti da te

La descrizione: 750 caratteri, scritti da te

La descrizione compare nella sezione «Dall'attività». Si mette da «Modifica profilo», voce «Descrizione». Il limite è 750 caratteri, e non ti serve arrivarci per forza.

Scrivi come parli a un cliente nuovo che ti chiede «ma voi che fate esattamente?». Cosa fai, da quando, per chi, cosa ti distingue davvero. Un dettaglio concreto (l'impasto a 48 ore, il fatto che ripari anche le moto d'epoca, che hai il parcheggio interno) vale dieci aggettivi.

Google chiede di concentrarsi sull'attività e non su promozioni, prezzi o saldi, e di non inserire indirizzi di siti né codice HTML.

  • Prima riga: cosa sei e dove. «Pizzeria a Nocera Inferiore, in via ..., dal 1998.»
  • Poi: cosa fai in concreto. Non «qualità e passione», ma «impasto a lunga lievitazione, farine del Mulino X, forno a legna».
  • Poi: per chi. Famiglie, asporto serale, gruppi, chi lavora in zona.
  • Niente prezzi, niente offerte a tempo: quelle cambiano e la descrizione resta.

Attenzione: Dopo aver salvato, le modifiche di solito compaiono in circa 10 minuti, ma in certi casi Google può metterci fino a 30 giorni. Non rifare la modifica tre volte pensando che non sia andata: aspetta.

Passo successivo10 · I post: cinque minuti a settimana

I post: cinque minuti a settimana

Sulla scheda puoi pubblicare dei brevi aggiornamenti che compaiono a chi la guarda. Li trovi sul tuo profilo: a seconda del telefono il tasto si chiama «Promuovi» oppure «Aggiungi aggiornamento» o «Aggiungi post». Portano tutti allo stesso posto.

Ci sono tre tipi: «Aggiornamenti» (una novità qualsiasi, con foto e un pulsante), «Offerte» (una promozione, con data di inizio e fine) ed «Eventi» (con titolo, date e orari obbligatori).

Non sono Instagram. Non devi postare tutti i giorni. Un post a settimana, fatto in cinque minuti col telefono mentre aspetti, è più che sufficiente.

  • Il piatto del giorno o la novità in menù, con la foto.
  • Un lavoro finito: il prima e il dopo, la macchina consegnata, il taglio nuovo.
  • La chiusura per ferie o il cambio orario: qui il post serve davvero.
  • Una promozione con le date, se ne hai una vera.

Attenzione: I post pubblicati da più di 6 mesi vengono archiviati, a meno che tu non abbia impostato un intervallo di date. Quindi non c'è niente di definitivo: sbagli, cancelli, rifai.

Passo successivo11 · Le domande dei clienti

Le domande dei clienti

Sulla scheda esiste (o è esistita, a seconda di come Google sta aggiornando le cose in questi mesi) una sezione «Domande e risposte». Chiunque può fare una domanda e chiunque può rispondere. Sì: anche uno che non c'è mai stato può rispondere per te, e sbagliare.

Attenzione, perché qui c'è un cambiamento in corso: Google ha dismesso il 3 novembre 2025 il sistema tecnico che permetteva di gestire le domande e risposte dall'esterno, dicendo che sta aggiornando la funzione e l'esperienza. In parallelo sta introducendo nelle Mappe un sistema che risponde alle domande dei clienti pescando dalle informazioni della tua scheda: descrizione, servizi, orari, foto, recensioni.

La cosa pratica da fare non cambia, anzi diventa più importante: controlla se la sezione c'è sulla tua scheda e, se c'è, rispondi tu per primo alle domande. E soprattutto assicurati che le risposte stiano già scritte dentro la scheda, perché è da lì che Google prende le informazioni per rispondere al posto tuo.

  • Si accetta il bancomat? Va negli attributi o nei servizi.
  • C'è parcheggio? Attributi.
  • Si può venire senza appuntamento? Descrizione.
  • Fate consegna a Pagani e Sarno? Area coperta dal servizio.
  • È accessibile con la carrozzina? Attributi.

Attenzione: Se trovi una risposta sbagliata data da uno sconosciuto, rispondi sotto con quella giusta e, se è offensiva o falsa, segnalala.

Passo successivo12 · Recensioni: come chiederle senza infrangere le regole

Recensioni: come chiederle senza infrangere le regole

Le recensioni si chiedono. Chi aspetta che arrivino da sole raccoglie soprattutto quelle di chi è arrabbiato: chi è contento se ne va e basta.

Ma c'è una regola che non si aggira, ed è scritta nera su bianco nelle norme di Google: offrire incentivi (pagamenti, sconti, prodotti o servizi gratuiti) in cambio della pubblicazione di una recensione è vietato. Vale anche per il contrario: offrire qualcosa per far togliere una recensione negativa. Google lo chiama coinvolgimento fasullo: a chi lo fa può bloccare per un periodo le recensioni nuove, nascondere quelle che ha e mostrare un avviso ai clienti. Il caffè offerto in cambio delle cinque stelle è vietato dalle regole di Google; per ristoranti e strutture turistiche, dal 7 aprile 2026, la legge 34 rende illecita anche la recensione ottenuta così.

Quello che puoi fare è chiedere, e renderlo facile. Dal tuo profilo entri in «Leggi recensioni» e poi «Ottieni più recensioni»: Google ti dà un link breve da copiare e un codice QR da scaricare. Il codice QR si genera solo da computer, non dal telefono.

Il momento giusto per chiedere è quando il lavoro è finito: alla consegna della macchina, alla cassa, quando la cliente si guarda allo specchio. Lì chiedi e dai il QR o il link: la recensione il cliente la scrive quando vuole, anche a casa. Google vieta di insistere perché la scriva mentre è ancora da te.

  • Stampa il codice QR e attaccalo alla cassa, sul bancone, dentro la ricevuta.
  • Metti il link breve nella firma della mail e nel messaggio WhatsApp di conferma.
  • Chiedi a voce, a tutti, con la stessa frase: «Mi lascerebbe due righe su Google? Mi aiuta parecchio». Anche a chi ti è sembrato scontento: chiederla solo ai contenti è vietato.
  • Rispondi alle recensioni, soprattutto alle negative. Alle positive basta un grazie, e non serve ringraziarle tutte: lo scrive Google stessa.
  • Alle negative rispondi in pubblico, senza discutere e senza nome o altri dati di chi ha scritto, con una frase corta e l'offerta di sistemare la cosa di persona. La risposta la leggono anche i clienti che verranno.

Attenzione: Non puoi far togliere una recensione perché è negativa. Puoi segnalarla se viola le norme di Google: se è falsa, se è di chi non è mai stato da te, se è offensiva, se è di un concorrente. Poi decide Google.

Passo successivo13 · Il Rendimento: i numeri che ti servono davvero

Il Rendimento: i numeri che ti servono davvero

Sulla scheda c'è una voce che si chiama «Rendimento». Ci arrivi dal tuo profilo, scegli il periodo e applichi. Su Maps da telefono: tocca «Attività» in basso a destra e poi, accanto a «Rendimento», tocca per vedere di più.

Non serve studiarli tutti. Te ne bastano tre, guardati una volta al mese, confrontati con il mese prima.

  • «Chiamate»: quante volte hanno toccato il tuo numero dalla scheda. È la cosa più vicina a un cliente vero.
  • «Indicazioni stradali»: quante persone hanno chiesto la strada per venire da te.
  • «Ricerche»: con quali parole la gente ti trova. Serve a capire se ti cercano per nome o per quello che vendi. Se nessuno ti cerca per quello che vendi, controlla categoria e servizi.
  • Ci sono anche «Visualizzazioni», «Clic al sito web», «Prenotazioni», «Offerte». Guardali dopo, se ti va.

Attenzione: Non controllarli ogni giorno. I numeri di un giorno non dicono niente, e i dati delle ricerche vengono aggiornati a inizio mese. Una volta al mese, sempre lo stesso giorno, è il ritmo giusto.

Passo successivo14 · Dieci minuti al mese, e la scheda resta viva

Dieci minuti al mese, e la scheda resta viva

Il lavoro grosso lo hai fatto. Da qui in poi è manutenzione, e se la fai non torni mai più a dover rifare tutto.

Su una cosa mettiti l'animo in pace: Google non vende posizioni. Sulle sue pagine è scritto che non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale. Quello che decide sono tre cose: quanto la tua scheda corrisponde a quello che uno cerca, quanto sei vicino a chi cerca, e quanto sei conosciuto. Sulla distanza non puoi fare niente. Sulle altre due sì, ed è esattamente quello che hai fatto in questa guida.

Vale la pena finirla per bene: Google stesso scrive che i clienti sono 2,7 volte più propensi a considerare affidabile un'attività se ne trovano un profilo completo.

  • Ogni settimana: un post, anche corto.
  • Ogni settimana: rispondi alle recensioni nuove.
  • Ogni mese: due o tre foto nuove, e un'occhiata al Rendimento.
  • Prima di ogni festa: gli orari speciali.
  • Due volte l'anno: rileggi tutta la scheda come se fossi un cliente. Numero giusto? Orari giusti? Foto ancora attuali?

Attenzione: Se cambi numero, indirizzo o orari, la scheda è la prima cosa da aggiornare. Prima del sito, prima dei volantini, prima di tutto: è quella che vede la gente.

Passo successivo15 · Perché la tua attività non compare su Maps

Perché la tua attività non compare su Maps

Per farsi trovare su Google Maps servono informazioni corrette e un profilo conforme alle regole. Se non vedi la tua attività, cerca prima il nome esatto insieme al comune e controlla lo stato del profilo dall'account che lo gestisce. Non comparire per una ricerca generica non significa, da solo, che la scheda sia stata eliminata.

Il posizionamento su Google Maps dipende soprattutto da pertinenza, distanza ed evidenza. La pertinenza riguarda quanto l'attività corrisponde alla ricerca; la distanza riguarda la posizione di chi cerca; l'evidenza riguarda quanto l'attività è conosciuta, anche attraverso link e recensioni. Un profilo verificato non assicura la presenza in ogni ricerca o una posizione fissa. Google non consente di acquistare un risultato locale migliore.

  • Verifica da completare: apri il profilo e guarda se Google richiede ancora una verifica o sta esaminando quella inviata. Usa il metodo che ti viene proposto; se Google chiede una nuova verifica, segui quella procedura. Inviare la prova non significa che sia già stata approvata.
  • Scheda doppia: cerca il profilo già esistente prima di crearne un altro. Se la tua scheda risulta duplicata, usa la procedura di Google per gestire il duplicato; se è controllata da un'altra persona, chiedi la proprietà. Non aggiungere una seconda scheda per tentare di comparire.
  • Sospensione o disattivazione: leggi il motivo indicato, controlla le regole e correggi le informazioni non conformi. Presenta il ricorso con lo strumento ufficiale quando previsto, preparando le prove dell'attività reale. Non creare un altro profilo mentre il ricorso è in esame.
  • Zona servita e indirizzo nascosto: se vai dai clienti e non li ricevi alla sede, il recapito deve restare nascosto al pubblico. Non aggiungere un indirizzo dove non operi per ottenere un punto sulla mappa. Se lavori da casa, valgono le stesse regole: la zona servita descrive dove lavori, non garantisce una posizione nei risultati di quei comuni.
  • Nome reale: usa quello con cui l'attività è conosciuta. Non aggiungere servizi, comuni o slogan al solo scopo di intercettare ricerche. Controlla anche che la categoria descriva ciò che fai e che i recapiti siano corretti.

Attenzione: Controlla lo stato del profilo prima di cambiare nome o creare schede. Le procedure di verifica, gestione dei duplicati e ricorso sono nelle fonti ufficiali in fondo alla guida; nessuna di queste garantisce una posizione.

La scheda Google non è una cosa da fare una volta e dimenticare. È come la vetrina: la pulisci, cambi quello che c'è dentro, controlli che il cartello degli orari sia quello giusto. Se hai seguito questa guida fino in fondo hai già fatto più di quasi tutti quelli che hanno un'attività nell'Agro: la maggior parte delle schede lì fuori ha orari di due anni fa e nessuna foto. Da qui in avanti ti bastano dieci minuti al mese. Mettiteli in agenda lo stesso giorno, il primo lunedì, e falli davvero.

PoiGli errori che vediamo più spesso

Gli errori che vediamo più spesso

Riempire il nome di parole chiave

«Pizzeria da Gennaro Forno a Legna Nocera Inferiore» non è il nome della tua attività. Google vieta di aggiungere al nome slogan, zone, servizi, numeri o indirizzi di siti, e un concorrente può segnalarlo in due clic. Rischi la modifica forzata o la sospensione. Scrivi il nome dell'insegna e metti tutto il resto dove va: categorie, servizi, attributi, descrizione.

Chiedere recensioni in cambio di qualcosa

Il caffè offerto, lo sconto del 10%, il portachiavi in regalo per chi lascia cinque stelle: sono tutti vietati dalle norme di Google, che parlano esplicitamente di incentivi (pagamenti, sconti, prodotti o servizi gratuiti) in cambio di una recensione. Vale anche il contrario: offrire qualcosa per far cancellare una recensione negativa. Chiedi e basta, con il QR code e il link che ti dà Google.

Creare una seconda scheda perché non si ricorda la password

Ti ritrovi due schede per lo stesso posto, le recensioni divise a metà, Google confuso e il rischio di sospensione su entrambe. Recuperare l'accesso è noioso ma si fa: se la scheda è gestita da qualcun altro, Google prevede una procedura per chiedere la proprietà all'attuale proprietario. Fai quella.

Lasciare l'indirizzo di casa visibile quando lavori solo a domicilio

Se non ricevi clienti alla tua sede, Google chiede di togliere l'indirizzo dal profilo e di impostare invece l'area coperta dal servizio. Lasciarlo lì è una violazione delle linee guida e nel frattempo ti porta gente al citofono di casa. Togli l'indirizzo, metti i comuni che copri.

Foto scaricate da internet o piene di filtri e scritte

Google chiede foto a fuoco, ben illuminate, non modificate in modo significativo e senza uso eccessivo di filtri, che rappresentino la realtà. Le immagini di repertorio con la pizza perfetta che non è la tua, o le foto con sopra scritto «PROMO -30%», vengono rimosse e nel frattempo fanno arrivare clienti che poi restano delusi. Fai la foto alla tua roba, con la luce del giorno.

Non toccare gli orari per Natale, Ferragosto o il patrono

Il cliente legge «aperto», si muove, trova chiuso, e ti lascia una stella. Gli orari speciali si impostano in due minuti da «Modifica profilo» > «Orario» e coprono fino a 6 giorni di fila; per le chiusure più lunghe si usa «Chiusa temporaneamente». Google consiglia di confermare gli orari delle festività anche quando non cambiano.

Rispondere male a una recensione negativa

La risposta è pubblica e resta lì per anni. Chi legge non sta giudicando il cliente arrabbiato: sta giudicando te. Due righe asciutte, nessuna polemica, nessun «non è vero niente», e l'invito a sentirsi di persona. Una risposta educata a una recensione brutta convince più di dieci recensioni entusiaste.

Scegliere dieci categorie per sicurezza

Google chiede di usare il minor numero di categorie necessarie a descrivere l'attività principale, e che ognuna completi la frase «questa attività È», non «questa attività HA». Le categorie in più ti fanno uscire davanti a gente che cerca un'altra cosa: se ne va subito, e a te non resta niente.

Domande frequenti

Quanto costa la scheda Google?

Niente. Crearla, verificarla e gestirla è gratis; quello che non si può comprare è una posizione nei risultati. Se qualcuno ti chiama dicendo che devi pagare per «attivare» o «mantenere attiva» la tua scheda Google, non è Google: riattacca. Un professionista che te la segue è un'altra cosa, e paghi lui, non Google.

Non ho un negozio aperto al pubblico, lavoro da casa e vado dai clienti. Posso avere lo stesso la scheda?

Sì, se incontri i clienti di persona e l'attività rispetta i requisiti di Google. Se vai da loro ma non li ricevi a casa, usa un profilo con area servita e nascondi l'indirizzo al pubblico. Le attività soltanto online non sono ammesse. Mantieni un profilo per la sede reale da cui lavori, senza crearne uno per ogni comune. Puoi indicare fino a 20 aree, per città, CAP o zona, senza impostare un raggio in chilometri. Google raccomanda un'area complessiva entro circa due ore di auto dalla sede, con eccezioni per alcune attività.

La scheda della mia attività è gestita da un tizio che non sento più. Come me la riprendo?

Google ha una procedura apposta. Cerchi la tua attività su Maps, provi a rivendicarla, e Google ti fa mandare una richiesta di proprietà a chi la gestisce ora. Quella persona ha un tempo limitato per rispondere: se non risponde, puoi proseguire tu. Nel frattempo non creare una scheda nuova.

Posso far togliere una recensione negativa?

Non perché è negativa. Puoi segnalarla se viola le norme sui contenuti di Google: se è falsa, se l'ha scritta qualcuno che non è mai stato da te, se è offensiva, se c'è un conflitto di interessi (per esempio un concorrente o un ex dipendente). La segnali dalla recensione stessa e poi decide Google. Nel frattempo rispondi con calma: la risposta la leggono tutti.

Ho modificato gli orari ma su Google si vedono ancora quelli vecchi. Ho sbagliato qualcosa?

Probabilmente no. Le modifiche al profilo di solito compaiono in circa 10 minuti, ma Google avverte che in certi casi possono volerci fino a 30 giorni, perché alcune passano da un controllo. Non rifare la stessa modifica tre volte. Controlla solo che sia rimasta salvata.

Posso pagare Google per uscire primo tra i risultati vicino a me?

No. Google scrive esplicitamente che non è possibile richiedere né acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale. Quello che conta è quanto la tua scheda corrisponde alla ricerca, quanto sei vicino a chi cerca e quanto sei conosciuto. Puoi fare pubblicità a pagamento, ma è un'altra cosa e si vede che è pubblicità.

Se ho la scheda Google, mi serve ancora il sito?

Sono due cose diverse. La scheda risponde a «dove sei, sei aperto, come ti chiamo». Il sito serve quando uno vuole capire bene cosa fai, guardare i lavori, i prezzi, il menù intero, o scriverti. Se devi partire da una sola, parti dalla scheda: è più veloce e la vedono più persone. Il sito viene dopo. Nota che lo strumento con cui Google generava un sitino automatico dalla scheda non esiste più.

Quante foto devo mettere e ogni quanto?

Per partire, dieci-quindici: esterno con insegna, interno, il lavoro o il prodotto, le persone. Poi due o tre nuove al mese, fatte col telefono. Non serve di più. Serve che siano tue, a fuoco e ben illuminate: Google chiede esattamente questo.

Mi hanno sospeso la scheda. Che faccio?

Prima capisci perché. Le cause più comuni sono il nome con le parole chiave, un indirizzo dove l'attività non c'è davvero (le caselle postali non sono ammesse), schede doppie o modifiche che cambiano la natura dell'attività. Sistema il problema, prepara le prove (documenti ufficiali, licenze, bollette) e presenta ricorso con lo strumento per i ricorsi di Google: la risposta arriva per email. Chiedere il ripristino senza aver sistemato la causa non serve a niente.

La mia attività si trova per nome, ma non cercando il servizio: perché?

Sono ricerche diverse. Per una ricerca di servizio Google valuta la corrispondenza dell'attività, la distanza e l'evidenza. Controlla categoria, servizi e informazioni reali nel profilo, senza aggiungere parole chiave al nome. La presenza per il nome non garantisce che la scheda compaia fra i primi risultati per ogni servizio o zona.

Se questi dieci minuti al mese proprio non li hai, la scheda te la teniamo noi: scrivici e la gestiamo al posto tuo.

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Da dove vengono queste informazioni

25 fonti ufficiali Google

Ogni passaggio tecnico è stato controllato sulle pagine ufficiali di assistenza di Google, perché l'interfaccia cambia spesso e in giro si trovano ancora istruzioni vecchie.

  • Come aggiungere o rivendicare la scheda: «Aggiungi la tua attività su Google» da business.google.com/add; su Maps «Rivendica questa attività» e poi «Gestisci ora»; procedura per chiedere la proprietà a chi la gestisce · fonte
  • Metodi di verifica (video, telefono/SMS, email, cartolina, Search Console); i metodi sono determinati automaticamente da Google e non si possono cambiare; cartolina entro 14 giorni; codici validi 30 giorni; controllo fino a 5 giorni lavorativi · fonte
  • Nome reale senza informazioni superflue; sede e indirizzo corretti; attività con area servita, un profilo per sede, raccomandazione delle due ore con possibili eccezioni · fonte
  • Percorso «Modifica profilo» dalla Ricerca e da Maps («Attività» > «Modifica profilo» > «Salva»); campi modificabili; tempi di pubblicazione delle modifiche (circa 10 minuti, fino a 30 giorni in alcuni casi) · fonte
  • Area servita e indirizzo nascosto se non si ricevono clienti in sede; fino a 20 aree, senza raggio; indicazioni per attività ibride e sede reale · fonte
  • Orari speciali: percorso «Modifica profilo» > «Orario» > «Orari speciali»; massimo 6 giorni consecutivi; oltre si usa «Chiusa temporaneamente»; consiglio di confermare le festività anche se uguali agli orari normali · fonte
  • Requisiti foto e video: JPG o PNG, da 10 kB a 5 MB, consigliata 720×720, minima 250×250; foto a fuoco, ben illuminate, non modificate in modo significativo e senza uso eccessivo di filtri; video fino a 30 secondi, 75 MB, 720p o superiore · fonte
  • Descrizione dell'attività: al massimo 750 caratteri, compare nella sezione «Dall'attività», niente URL né codice HTML, concentrarsi sull'attività e non su promozioni, prezzi o vendite · fonte
  • Post: tipi «Aggiornamenti», «Offerte», «Eventi»; i post pubblicati da più di 6 mesi vengono archiviati se non è impostato un intervallo di date · fonte
  • Divieto di incentivi in cambio di recensioni: «Offrire incentivi, come prodotti o servizi gratuiti o scontati, in cambio della pubblicazione, della modifica o della rimozione di recensioni negative da parte dei clienti è considerato coinvolgimento fasullo ed è severamente vietato» · fonte
  • Norme sui contenuti: le recensioni devono riflettere un'esperienza reale e autentica; divieto di contenuti con incentivi; conflitto di interessi (impiego attuale o precedente, rapporto contrattuale o di consulenza) · fonte
  • Link breve e codice QR per chiedere recensioni: «Leggi recensioni» > «Ottieni più recensioni»; il codice QR si genera solo da browser desktop · fonte
  • Leggere e rispondere alle recensioni («Leggi recensioni» > «Rispondi»); possibilità di segnalare una recensione che viola le norme sui contenuti · fonte
  • Sezione «Rendimento»: percorso di accesso e metriche (Interazioni, Ricerche, Visualizzazioni, Indicazioni stradali, Chiamate, Clic al sito web, Prenotazioni, Prodotti, Menù, Offerte); i dati delle ricerche sono aggiornati a inizio mese · fonte
  • Fattori del posizionamento locale: pertinenza, distanza ed evidenza (quanto l'attività è conosciuta, anche da link e recensioni); nessun acquisto di un risultato locale migliore · fonte
  • Dato sul profilo completo: i clienti sono 2,7 volte più propensi a considerare affidabile un'attività con un profilo completo · fonte
  • Servizi: «Modifica servizi», «Aggiungi servizio personalizzato»; nel nome di un servizio personalizzato vietati prezzi, numeri di telefono e informazioni personali; nei dettagli ammessi prezzo e descrizione · fonte
  • Domande e risposte: chiunque può fare domande e rispondere; sezione presente su Ricerca e Maps · fonte
  • Dismissione dell'API Domande e risposte il 3 novembre 2025, con la dichiarazione di Google «we are in the process of updating the Q&A functionality and user experience» · fonte
  • Chat e cronologia chiamate rimosse dal Profilo dell'attività (luglio 2024) · fonte
  • Cause di sospensione o disattivazione del profilo: caselle postali, attività inesistente all'indirizzo indicato, modifiche ingannevoli a nome o categoria, violazioni ripetute · fonte
  • Profili sospesi o disattivati: controllare le linee guida, preparare le prove (documenti ufficiali, licenze, bollette), presentare ricorso con lo strumento per i ricorsi, risposta via email · fonte
  • Visibilità su Maps: profilo non ancora verificato, verifica recente, informazioni aggiornate e posizione nei risultati · fonte
  • Profili duplicati: una scheda per attività e procedure per gestire un duplicato o una proprietà diversa · fonte
  • Ammissibilità: contatto di persona con i clienti; attività soltanto online escluse · fonte